La biografia
Album di famiglia
Ero più curioso di voi
LA BIOGRAFIA

All'epoca, doveva essere il '64, Fabrizio non era praticamente nessuno. Era un magro, biondo ragazzo di Genova, che scriveva canzoni e che le ragazze trovavano bellissimo. Con strane virtù: per esempio un cervello a due canali, che gli consentiva, per esempio, di leggere Neruda parlando contemporaneamente d'altro. Un'anomalia singolare anche per lui, che ha passato la vita a raccontare le anomalie di questo mondo. Guardate le sue canzoni. Già allora parlavano di inutili eroi e antieroi dannati, di anomalie appunto della società e dell'etica, descritte però come se l'unica vera anomalia fossero in realtà le cosiddette persone normali, o perbene. Nel '64 lavorava in una scuola di Genova, e lì lo conobbi: ingabbiato - o protetto - da un ufficio grande come una casa delle bambole. Aveva appena scritto "La canzone di Marinella", e me la spiegò: "Parla d'una ragazza di vita, annegata da un delinquente". Poi me la lesse: mi aspettavo una pagina di cronaca nera e trovai una favola, partita tra i fiordalisi e finita tra le stelle. Dissi: "Credo che lei sia un genio. Ma di dischi ne venderà pochi". Azzeccai solo la prima parte della frase, lui rispose: "Lo so", e alludeva alla seconda. Così era Fabrizio da giovane. Non dissimile da quello che ci ha accompagnati poi fino all'11 gennaio 1999, e tuttora. D'essere un genio ha continuato a non crederlo, né ha mai smesso di parlare di noi con la verità della cronaca, anche nera, e la poesia delle favole, magari di quelle gotiche. Di sollevare la vernice delle cose per smascherare il bello e il brutto, la rabbia e l'utopia, la viltà e la nobiltà che sono nelle cose, cioè nella vita.

CESARE ROMANA
27 marzo 2002

Gli amici
Silvio Marconi
Cesare Romana
Fernanda Pivano
Archivio
home | contattaci | credits | vuoi essere un sostenitore