Basta con lo scimmiottare americani ed inglesi.
sarà che i cantautori, come qualche prefica sostiene, sono ormai merce obsoleta. Ma allora ci spieghino come ha fatto Fabrizio De André, col suo «Creuza de ma», a mettere insieme una buona permanenza in classifica e una tournée trionfale, e ora a inanellare una tal collezione di premi da mozzare il fiato.
«Mixer» ha chiuso i battenti per ora, ma come accade ogni anno, si lascia dietro delle piacevoli code. «Speciale Mixer musica» (in onda stasera, ore 22,05, Raidue) è un piccolo avvenimento perchè è la prima vera uscita televisiva di Fabrizio De André dopo 25 anni di carriera.
Ovvero Fabrizio De André (F), Mauro Pagani (M.P.), Giancarlo Susanna (G.S.) e Stefano Pistolini (S.P.), intorno ad un tavolo e a una bottiglia.
«Creuza de ma», l'album tanto atteso di Fabrizio, è uscito quasi di sorpresa. Anche per questo l'effetto è stato sconvolgente. La novità del dialetto usato come una lingua, la ricchezza dei temi che da Genova si alllargano a tutto il Mediterraneo e diventano universali, la musica a cui contribuiscono suoni e strumenti dei popoli che si affacciano a questo mare, fanno del disco un'esperienza unica non solo per De André ma per tutta la musica italiana.